La crisi finanziaria globale sta mettendo in difficoltà anche il colosso di aste online americano eBay.
La notizia ha fatto molto scalpore!
In tredici anni di vita, la casa d’aste ha sempre fatto registrare risultati positivi, contribuendo all’affermarsi dell’e-commerce nel mondo e diventando, a modo suo, sinonimo di shopping online.
Oltre alla crisi finanziaria generale che condiziona negativamente gli acquisti in rete, sono in molti a sostenere che anche gli aumenti delle tariffe imposte da eBay ai venditori abbiano il loro ruolo nell’andamento negativo del core business della società.
Non solo eBay deve fare i conti con la crisi, anche il sito finanziario wallstreet.com ha lanciato l’allarme deflazione per la pubblicità venduta online da Google.
In Italia, invece sembra accendersi una speranza, cresce il portale per annunci gratuiti online, kijiji.it, dove si mettono in vendita i regali non graditi. E' di nuovo la parola gratis che vola in alto nella rete?
martedì 10 febbraio 2009
Ebay: anche i colossi piangono
martedì 4 marzo 2008
Se le communities scioperano...
Tutto è nato con questo post di protesta: http://answercenter.ebay.com/thread.jspa?threadID=900112422&forumID=16&start=0
La cui conclusione è stata “Where is the discussion... Sign the pledge_no sales Feb 18-25. I can't find it anywhere. And what is the best place to auction items since eBay is being unfair? Thanks.”
Ebay sostiene che la flessione di vendite in questa settimana sia dovuta alla prossimità ad una festività. Intanto sta girando una nuova proposta di sciopero.
Map of online communities Foto by Ross Mayfield
http://www.flickr.com/search/?q=map%20of%20online%20communities&w=35034347350%40N01
La struttura delle communities supera con forza le difficoltà dei consumatori: contattarsi tutti rapidamente senza il bisogno di conoscersi, per decidere e fare cartello in merito ad un vero o presunto sopruso.
Questo fatto in cui si dà una possibilità di espressione e difesa, indipendentemente da chi poi riuscirà ad imporre la propria volontà, ne è la prova.
venerdì 29 febbraio 2008
Chi controlla i controllori?
Si parla molto di questi tempi della tecnologia web 2.0 e delle ripercussioni che può avere nel modo e nello stile di lavorare.
Questo termine indica le tecnologie che permettono ai dati di essere indipendenti dalla persona che li produce o dal sito in cui vengono creati. I dati in pratica possono finire nella rete ed essere rieditati o integrati.
Tale tecnologia genera ancora delle perplessità a causa della sua stessa peculiarità, cioè l’interazione degli utenti.
Questi applicativi stanno trovando diversi sbocchi di mercato.
Piattaforme come Amazon o Ebay sfruttano alcune prerogative di queste tecnologie per non parlare di Wikipedia che ne ha preso proprio il nome.
Nelle aziende si usano i blog, mentre le communities stanno acquisendo potere decisionale sul mercato.
Secondo alcuni opinionisti la rete può portare la comunità ad una sorta di autocontrollo reale ed effettivo. Una sorta di risposta alla domanda Platonica “Chi controlla i controllori?”
Tutti.
