giovedì 26 giugno 2008

Teaser l’abilità é saper far attendere…


Creare l’attesa tra il pubblico è una tecnica che rende ancora interessanti e preziosi anchormen e comici. La stessa abilità del saper fare attendere è apprezzata nella pubblicità.

L’attenzione del cliente non è pretesa, ma catturata dalla insana spinta della curiosità…
malattia che portò Ulisse lontano da Itaca e noi tutti attenti a capire cosa accadrà all’EUR o che film sta per uscire con Sandra Bullock.

Mi riferisco a due campagne teaser uscite in questi giorni rispettivamente della COOP grande società italiana di distribuzione di generi alimentari e di consumo e LG multinazionale major di prodotti elettronici e di consumo.

Società diverse per obbiettivi ed estensione del target. Entrambe forti nella esposizione e nella scelta strategica dei messaggi.
La COOP promuove la sua nuova apertura e si pubblicizza in una ristretta area geografica. L’ LG si promuove attraverso su un esercito di schermi istallati nelle principali stazioni italiane.

Il claim della COOP, non nasconde la necessità di una attesa: sta per accadere a Roma Eur…
Per la LG l’equivoco per la serie delle tv scarlet gioca di più con il senso delle parole, del prodotto finale e della stessa pubblicità: le prove sono sotto i vostri occhi.
Il messaggio sembra chiaro… capacità di incuriosire in proporzione con le aspettative ed i valori del brand. Praticità e convenienza per la COOP. Sogno, aspirazione e futuro per la LG… ma solo dove la sovraesposizione del target è continuativa.

mercoledì 25 giugno 2008

Il blog aiuta a trovare lavoro?

Continuiamo il nostro excursus tra i social network e le prospettive che questi mezzi offrono nel mondo del lavoro.
Oltre che strumenti di lavoro aziendale il blog può essere una vetrina … utile a trovare lavoro?

Per rispondere a questa domanda ci sembra interessante riportare esperienze dirette,
e non c’è modo migliore che farlo attraverso uno dei linguaggi più interessanti per la rete!
Un filmato in cui alcuni studenti, iniziati a blogger dal loro incontro nel percorso universitario con il prof. Stefano Epifani, docente di e Gestione della Comunicazione Interattiva presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione di Roma La Sapienza, raccontano la loro esperienza tra blog e approccio al mondo del lavoro.

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giovedì 19 giugno 2008

Cresce la pubblicità in rete?

La pubblicità su internet è in crescita. In italia nel 2008 ha superato gli investimenti radiofonici, lo dice l’UPA (Utenti Pubblicitari Associati).

Il dato sembra rassicurante, ma c’è anche un altro modo di leggerlo.
Gli investimenti aumentano, ma non abbastanza, o almeno non rispetto alle proiezioni fatte da Myspace.
La divisione di News Corporation che comprende MySpace ha annunciato che mancherà l'obiettivo del fatturato di 1 miliardo di dollari.

Come si realizzano queste differenze?
Basandosi sul traffico registrato i siti dei social network sembrano interessanti bacini di raccolta per gli inserzionisti.

Al momento la cosa più utile e monetizzabile che forniscono i social network sono un enorme quantità di dati, comportamenti, usi e preferenze dei milioni di utenti.

Tutte informazioni per la maggior parte protette dalla privacy, accessibili solo attraverso escamotage di aggregatori e spider.

Intanto My Space annuncia che si rifarà il look… lo scopo?
Assicurare più spazio e più visibilità agli annunci pubblicitari.

Ma il problema resta sempre lo stesso: trovare il messaggio pubblicitario capace di far breccia nella rete.

Forse le generazioni attuali sono ancora viziate dai “vecchi” mezzi di comunicazione e non riescono a comprendere fino in fondo le peculiarità di internet e del suo linguaggio.
La rete talvolta viene letta come un ripiego pratico e veloce degli altri mezzi più costosi. C’è chi cerca e vede dentro la rete la televisione, chi la radio e chi il giornale, ma internet non è solo questo.

In attesa di riuscire ad afferrare l’essenza di internet c’è chi come strat, internautiegia di conoscenza sta osservando i comportamenti degli utenti e impara molto.
Forse così non si inventeranno strategie nuove di comunicazione, ma almeno si potrà proporre un approccio di relazione accettato e condiviso con le nuove famiglie di target raccolte sotto il grande nome di “internauti”.

lunedì 16 giugno 2008

Continuiamo il nostro percorso nel business del web 2.0

La rete rende possibili metodi di comunicazione e di informazione fluidi, in cui la distanza tra chi informa ed è informato può assottigliarsi enormemente.
Questo grazie alla diffusione di internet ed alle diverse modalità di contribuzione date dal web 2.0.

Un esempio del successo di questo approccio è Agora Vox, portale francese di informazione basato sulla contribuzione volontaria di un esercito di citizen journalist.
In Francia è il secondo medium più citato su Internet dopo Le Figaro (classifica Wikio).

Il portale nasce nel 2005 da un'idea di Carlo Revelli ed ha al suo attivo diversi successi di informazione come l’annunciata vittoria del NO al referendum per la Costituzione Europea, in contro tendenza a quanto annunciavano i media tradizionali.

Agora Vox conta oggi un milione di visitatori unici al mese e 35000 "reporter" che sottopongono articoli al portale. Tra loro circa 1000 hanno il ruolo di moderatori, votano cioè gli articoli in modalità off line, così i “più interessanti” vengono pubblicati.

Ora Agora Vox apre in Italia, paese diventato appetibile per i business basati sulla libera informazione (vedi CurrentTV), dimostrando che il modello di impresa sul web oltre ad essere percorribile può sempre mirare ai grandi numeri.

Abbiamo incontrato Francesco Piccinini responsabile di Agora Vox Italia, che ci ha illustrato le sperimentazioni del modello di business che verranno testate nel nostro paese
Innanzi tutto sarà presente l’aspetto multimediale con un area video, presente anche in home page ed è allo studio l’implementazione di una piattaforma per la contribuzione da mobile.
La fruizione per quanto avviene prevalentemente da rete fissa, sarà ottimizzata anche per la visione su supporti mobili.
Altra innovazione italiana la possibilità di impaginare gli articoli preferiti e stamparli secondo un format predisposto, così da avere un giornale cartaceo auto editato! Insomma le innovazioni della rete sono molte e si estendono su i diversi media a disposizione e per chi ha l’intuizione giusta il business è dietro l’angolo.

Si ringrazia Antonio Pavolini per la segnalazione

giovedì 12 giugno 2008

Le famiglie delle community si inventano il lavoro

Le comunità virtuali stanno lentamente delineando i loro profili caratterizzanti distinguendosi in diverse famiglie.
Ad esempio Myspace è frequentato dai musicisti, Facebook da studenti e neo laureati, Linkedin raggruppa professionisti di economia e comunicazione.
Ci sono poi le famiglie trasversali i bloggisti, i twitteriani, o i filmakers su Youtube ed i fotografi su Flickr.

Ma queste comunità sono davvero solo occasioni per costruire e consolidare relazioni?
Più di una attività imprenditoriale sta imparando a sfruttare le sinergie della rete per coinvolgere, proporre lavori e elaborare contenuti.
Ecco il business di CurrentTv, nata in america da un’idea di Al Gore, dove il singolo, il cittadino, può proporre inchieste e contenuti video da diffondere su internet e via etere (in Italia sul canale 130 di SKY) .

Ci sono anche siti che cercano di creare una community di appassionati affinché si possano strutturare prodotti commercialmente validi ad esempio stimolando la proposizione di filmati con concorsi a tema. Un esempio è Loftcity comunità di artisti di video, musica e fotografie. Lo scopo di tale sito è riuscire ad avere al suo interno un laboratorio di prodotti sempre nuovo ed attuale creando sinergie tra artisti di diverse nazioni. Loftcity di fatto fornisce una piattaforma di lavoro condivisibile, l’innovazione è nel proporsi come intermediario commerciale e distributore dei contenuti prodotti al suo interno.

Insomma come in tutte le storie c’è chi vuole solo perdere tempo e chi pensa che il tempo è denaro!

mercoledì 4 giugno 2008

Nel segno del brand




Il brand è un condensato di senso e di valori che crescono intorno al prodotto.
Attraverso la sua riconoscibilità è possibile strutturare stili di fruizione nuovi che seguano i cambiamenti delle abitudini di consumo confondendosi tra diversi stili di vita e mezzi di promozione, senza perdere per strada il valore della marca ed il cliente fidelizzato.

Un esempio dei nostri giorni sono i “WASH BAR”, luoghi in cui è possibile fare il bucato consumando un drink e magari fare nuove conoscenze. Il tutto in uno spazio strutturato secondo l’identità visiva della marca.

La LG ad esempio, brand che sta puntando molto su alta tecnologia, innovazione e inserimento nell’arredo domestico, ne ha aperto uno di grande successo a Parigi.

La stessa interattività, propria delle nuove tecnologie, acquista senso ed accresce la forza promozionale di una marca se si sviluppa con coerenza secondo i valori della marca stessa.

Vediamo ad esempio i siti dedicati dei vari prodotti FERRERO, come Nutella ed i diversi protagonisti dei giochi delle merendine e degli ovetti che trovano vita in spazi virtuali autonomi.
Oppure il sito Chinò della San Pellegrino in cui l’interazione rispecchia in tutto e per tutto la filosofia del brand Chinò.

Sotto lo sguardo unificante del brand, il legame tra tecnologia, interattività e nuovi trend di consumo scorre fluido, come in una Gotham City multimediale protetta dal marchio di Batman proiettato nel cielo.